Ritorno al futuro January 5th, 2009
La citazione del LunedìGrande Giove!




Quest’anno continuo la tradizione iniziata l’hanno scorso dei Teo’s Awards. Eccovi i miei premi…
* Miglior Film - Il Divo - Paolo Sorrentino
E’ sicuramente il film su tutti che mi ha convinto di piu’. Sorrentino e’ il futuro del nostro Cinema e abbiamo il dovere morale di curarlo e coccolarlo.
Ha fatto un film dalla forza eccezionale che non ha paura di portare avanti solo i fatti. Come il Caimano ai tempi il Divo non e’ un film denuncia e per questo ha probabilmente deluso i soliti forcaioli di Sinistra.
Ma Sorrentino ha voluto raccontare un personaggio magistralmente interpretato da un Servillo che ha trovato in Sorrentino il suo alterego artistico. Imperdibile il monologo finale di Andreotti/Servillo che perde la sua naturale freddezza e racconta tutti i malesseri di essere stato il potere per quarant’anni in Italia.
In quel “questo Dio lo sa e lo so anch’io” finale Sorrentino racconta tutta la complessita’ del personaggio Giulio Andreotti.
* Miglior Regia - Paolo Sorrentino
Un certo Kubrick spiego’ al mondo che il genio e’ attenzione maniacale ai particolari. Sorrentino ha imparato questa lezione e l’ha fatta sua maturando film dopo film crescendo come autore e come regista.
Movimenti di macchina sempre piu’ audaci, fotografia impeccabile, musica in completa unione con la storia e i personaggi.
Per la prima volta dopo tanto tempo si puo’ dire di un regista italiano che ha uno stile proprio e non si rifa’ ad un grande del passato.
Signori e’ arrivato il futuro.
* Miglior Attore protagonista - Mickey Rourke
The Wrester vince venezia 2008. Ma vince Venezia 2008 grazie ad una prova fantastica di Mickey Rourke che interpreta un ex campione di wrestling che combatte contro se stesso nella vita di tutti i giorni.
Un’intensita’ fantastica, una prova d’attore che eleva il film ad un vero e proprio capolavoro.
Per chi si ricorda le gesta di Robert De Niro nell’ingrassare trenta chili per impersonare Jack La Motta in Toro Scatenato qui possiamo vedere un attore che, forte del suo disagio vero di persona reale, ha impersonato in modo piu’ che convincente questo personaggio allenandosi e combattendo in circuiti indipendenti di wrestling americano.
Un attore come non ce ne sono piu’.
* Miglior Attrice protagonista - Alba Rohrwacher
Il Papa’ di Giovanna consacra finalmente Silvio Orlando alla storia del Cinema con la Coppa Volpi per miglior Attore protagonista. Ma la pellicola in realta’ ci regala anche un’altra seconda perla. Alba Rohrwacher interpreta in modo perfetto Giovanna, giovane fanciulla che perde il senno e viene rinchiusa in un manicomio.
Se Elio Germano, Filippo Timi, Mastandrea sono le promesse del nostro Cinema nel campo maschile fra le donne scopriamo finalmente una vera e propria attrice che ha la possibilita’ di fare strada.
Una vera promessa del nostro Cinema.
* Miglior momento cinematografico - La coppa Volpi a Silvio Orlando
Questa e’ una delle tante favole del Cinema. Silvio Orlando ha passato tanti alti e bassi. Ma non ha mai smesso di recitare. E’ passato dalla bassa fiction su italia uno al grande Teatro fino al grande Cinema.
Rimanendo sempre di una professionalita’ superiore.
Ha sempre convinto tutti, critica e pubblico. Certo non e’ Brad Pitt, vincitore inspiegabile della coppa Volpi a Venezia 2007, che porta nelle sale milioni di ragazzine urlanti, ma Silvio Orlando e’ un grande del Cinema Italiano, un attore che ha fatto la storia con personaggi importanti in molti film fra i quali come non ricordare Nirvana, Sud oppure La stanza del Figlio.
Un giusto e doveroso riconoscimento.
* Peggior momento cinematografico - Bondi e i tagli
Il movimento dei cento autori aveva iniziato un discorso serio di condivisione con un governo aperto alle idee. Poi quel governo e’ caduto ed e’ arrivato un nuovo ministro. Sandro Bondi.
Fra tutte le persone che il nuovo Primo Ministro Silvio Berlusconi poteva mettere ai Beni Culturali penso abbia scelto la migliore per distruggere tutto cio’ che si era costruito in due lunghi e laboriosi anni.
Con un’abile mossa decide di togliere le detassazione sul cinema Italiano fatto in italia, cosa che non avviene per il cinema straniero fatto in italia, decide una forma di censura e dichiara un’insulsa guerra al P2P.
L’anno buono, non ottimo, ma buono che abbiamo avuto nel Cinema Italiano e’ stato figlio del volano che i centoautori avevano attivato creando interesse intorno al Cinema d’autore.
Per l’anno prossimo ho paura avremo solo i cinepanettoni.
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Nota Finale.
Il 2008 e’ stato l’anno del rilancio del Cinema Italiano. Gomorra e’ stato candidato all’oscar per miglior film straniero con tanto di sponsorizzazione di una certo Martin Scorsese.
Credo che abbia buone possibilita’ di vincere. E’ un film esportabile e molto intenso. Un film bellissimo. Ma che non mi ha convinto fino in fondo.
Il modo di girare di Matteo Garrone, macchina a mano e attori presi dalla strada, ha un che di affascinante ma non riesce a soddisfarmi come un Sorrentino con la sua attenzione ai particolari con le sue scene senza la minima sbavatura.
Mi rendo conto che sono solo gusti e che il film merita il successo che sta avendo. Probabilmente merita anche la statuetta al Kodak Theatre.
Soprattutto per Saviano.
Che il 2009 sia un anno pieno di buon Cinema e che il Cinema Italiano non si fermi ad un’annata buona ma che trovi la forza per spiccare di nuovo il volo.
Fuck me Santa, Fuck me Santa, Fuck me Santa.
- Gocce d’acqua su pietre roventi, François Ozon 2000.
“Fa del buon cinema con la scusa di fare dell’ottimo teatro” (Fabrizio Tassi).
Questa frase descrive perfettamente il film in questione. Sempre piu’ convinto che i grandissimi attori debbano passare assolutamente per anni di gavetta dal Teatro (notare la T maiuscola grazie) e che anche molti registi hanno fatto grandi cose perche’ arrivavano dal Teatro, Gocce d’acqua su pietre roventi e’ un film sul potere che il Sesso da agli uomini e come questo possa in realta’ corrompere gli animi umani.
Leopold, playboy cinquantenne, si diverte a giocare con la vita di Franz, un ingenuo ventenne inadatto alla vita vera soggiogandolo al suo potere.
La cosa si fa interessante quando entrano in gioco l’ex fidanzata di Franz e l’ex fidanzata di Leopold creando un gioco di intrecci di potere e tensione sessuale.
Come sempre, non riesco a non adorare i film in cui i protagonisti si fermano e iniziano a ballare una coreografia, in modo del tutto estemporaneo e alternativo alla storia che si sta guardando.
Aspettavo questo film da un po’. Essendo un grande fan sia di Salvatores che di Ammanniti e avendo apprezzato molto “Io non ho paura” avevo grandi aspettative.
In piu’ questo libro aveva un finale cinematografico gia’ bello e scritto. Perfetto nella sua sensazionalita’.
Ma e’ sempre la solita storia. Le trasposizioni cinematografiche di libri, soprattutto dei libri che sono piaciuti molto, sono dannatamente difficili, se non impossibili.
Poi questo era un libro particolare. Come raccontare la storia d’amore di un padre che ama suo figlio ma che ha un comportamente e delle idee nella vita che possono solo essere definite deprecabili, senza giudicare.
Quello che mi aveva affascinato di piu’ nel libro era la simpatia, intesa nell’acceziona greca del termine, che provavo per Rino Zena nonostante le sue idee e i suoi comportamenti siano degni di un gradino inferiore della scala evolutiva umana.
Nel libro poi tutti i personaggi avevano intere parti di introspezioni che davano al lettore la possibilita’ di entrare nel mondo del personaggio comprendendone completamente gli stati d’animo e le azioni.
Certo questo e’ molto molto difficile riportarlo in un film. Su un’opera dai molteplici personaggi e’ forse impossibile.
La via che pero’ ha intrapreso Salvatores non mi ha convinto per niente. Tagliata completamente gran parte del romanzo, con intere storie e interi personaggi, si e’ voluto concentrare sul rapporto Padre-Figlio fra Rino e Cristiano… il risultato e’ pero’ un affresco freddo e distaccato dei due personaggi per i quali non si riesce a provare alcuna emozione.
La scelta di tagli cosi’ drastici ha corrotto, a mio parere, la forza dei due personaggi principali, che nel libro sono molto piu’ uniti in un rapporto imprescindibile.
La colpa, a mio parere, non e’ da attribuire agli attori. Timi recita perfettamente la parte di Rino Zena. E sono contento che finalmente gli sia stata attribuita una parte importante in un film importante.
Stessa cosa per Elio Germano che non sbaglia mai un personaggio. QuattroFormaggi vive e agisce in un mondo tutto suo, con una sua logica che nel libro, ancora una volta, e’ cristallina. E Elio Germano e’ perfattamente nella parte di QuattroFormaggi.
Ma la scena dello stupro non e’ minimamente spiegata. QuattroFormaggi agisce e basta mentre nel libro lo fa perche’ nella sua logica Dio lo spinge a farlo.
Tutto e’ nel film troppo sbrigativo e non viene minimamente spiegato.
Riportare i fatti come sono successi senza entrare nei personaggi, come il libro ha fatto in modo completo e esaustivo, ha tolto tutta la forza della storia.
Tutti i personaggi, e soprattutto quelli che non vengono filmati da Salvatores, si rivolgono ad un loro Dio chiedendo perdono o consiglio. Come Dio Comanda e’ il titolo del libro e si rifa’ appunto a questa visione personalistica del Divino che trova la sua apoteosi nel dialogo a due che QuattroFormaggi ha quotidianamente con il suo Dio.
Questa cosa, fondamentale per la comprensione della storia, e’ completamente assente. O meglio ancora c’e', ma e’ nascosta molto bene anche a chi ha letto il libro.
E poi, va bene che siamo a Natale e siamo tutti piu’ buoni, ma le lacrime di Rino Zena nel finale sono completamente fuori dal personaggio.
L’ultimo vero film soddisfacente di Salvatores risale al 2003 ed e’ stato figlio dello stesso sodalizio che ha portato a questo film. Quo Vadis Baby non aveva convinto come non convice Come Dio Comanda.
Quello che spiace e’ la perdita, si spera momentanea, di un artista su alcuni lati rivoluzionario, verso il cinema e verso se stesso, che ha portato a piccole perle come Nirvana, Amnesia, Denti, Marrakesh Express. Ah si, Mediterraneo.
Grazie a Edo per la segnalazione!
PS: notate come ogni tanto l’occhietto del grandissimo Jack sia un pochino maliziosetto… ma il lavoro di montaggio e’ spettacoloso…
Essere morti è un grosso handicap per la vita sessuale.
- Le vite degli altri, 2006 ‘137 di Florian Henckel von Donnersmarck
Un film su come in realta’ non si possa imbrigliare e schematizzare l’animo umano. Nel 1984, nella DDR, un capitano della Stasi, organo predisposto a sapere tutto della vita dei compagni della Germania dell’Est, viene messo a controllare un giovane scrittore e la sua compagna.
Il sogno del socialismo e’ difficile da percorrere per la intriseca natura egoista dell’uomo. A torto o a ragione la DDR istitui’ la Stasi per vegliare sul sogno. Ma la natura egoista c’e’ anche su chi controlla il controllore.
Una storia di segreti tenuti nascosti inutilmente e di un controllore che diventa paladino e custode della liberta’ altrui pagandone poi le conseguenze.
Radio Aut in my mind…, inserito originariamente da IlCineasta.
- Vipera, Sergio Citti 2001
Il tradimento e’ un atto di egoismo estremo. Violento e inaccettabile. E quel che a volte non viene preso in considerazione e’ che il tradimento non e’ solo verso il proprio supposto amato.
Il tradimento di Vipera e’ un tradimento verso tutta il paese. E un tradimento soprattutto verso la figlia la cui viene completamente distrutta e stravolta.
Un cast spettacolare con Harvey Keitel che interpreta un contadino ignorante in modo soprendentemente convincente un Giancarlo Giannini prima fascista e poi comunista ma sempre insopportabilmente viscido e schifoso.